Il M.P.I., nello studio e nell'osservanza del problema degli alunni stranieri, si avvale di un Sistema Informativo, che nell'ottobre 2000 ha pubblicato i dati, relativi alla presenza, nelle scuole statali e non statali, di alunni con cittadinanza non italiana, relativo all'anno 1999/2000, (disponibile per altro sul relativo
sito internet. Tale lavoro è stato il risultato di una indagine amministrativa, con decadenza annuale, effettuata in tutte le scuole statali e non. Dall'analisi più recente, è possibile osservare come il numero degli alunni stranieri sia andato aumentando; si è passati da seimila unità agli inizi degli anni '80 a centomila nel 1999/2000, con una distribuzione disomogenea sul territorio nazionale che si concentra nel centro e nord Italia. Infatti 43.677 sono le unità presenti nel Nord-Ovest, il Nord-Est secondo polo di attrazione ne registra invece 33.609, di seguito abbiamo il Centro con 31.000 presenze e in fine il Sud ( 7.965 ) e Isole ( 3.143 ).
In oltre, in tutto il Paese, si registra una crescita percentuale del 35%, che sorprendentemente ha caratterizzato soprattutto il Sud e le Isole con incrementi del 48,24% e 58,19% rispetto all'anno scorso.
Tab.1.
Alunni con cittadinanza non italiana per area geografica.
Servizio Informazioni M.P.I. 
Un altro dato importante che deve essere analizzato, utile per comprendere l'andamento dei
flussi migratori*, riguarda la provenienza e la destinazione degli alunni stranieri.
Tab.2.
Andamento del numero indice degli alunni con cittadinanza non Italiana rispetto a ciascuna area di provenienza ( anno base 1994/95 )
ISTAT e Sistema Informativo del MPI dell'anno scolastico 1994/95; Sistema Informativo del MPI 1998/99. La tabella sovrastante riporta gli indici di afflusso relativi alle principali aree di provenienza. Essa, dimostra la compresenza di diversi fattori che determinano l'immigrazione: possiamo parlare di fattore fisiologico per le presenze Euro cioè relative ai paesi CE, date dalla normale mobilità della popolazione; fattori di precarietà politica ed economica per i paesi dell'Est, dei Balcani, creatasi a seguito della guerra del Kossovo, che ha portato ad un incremento immigratorio di queste presenze nel nostro Paese, che oggi rappresentano il 39,87% del totale degli alunni stranieri; ancora di fattore di disequilibrio economico e politico si deve parlare per l'America, in particolare del Sud.
Il flusso migratorio interessa l'intero sistema scolastico, nella distribuzione fra i vari ordini di grado, l'afflusso maggiore si ha nelle elementari ( 2,03% sul totale della popolazione ) con a seguito materne e medie ( rispettivamente 1,69% e 1,38% ) e infine le superiori ( 0,58% ). Analizzando la percentuale di incremento, si osserva come questa sia maggiore per medie e superiori ( +50,02 e +53,89% ). Ciò testimonia come l'inserimento sociale degli immigrati, stia diventando una realtà, grazie anche al piano d'integrazione promosso dall'Italia a diversi livelli, compreso quello educativo. Si evidenzia facilmente, la forte tendenza alla crescita del numero di presenze di alunni stranieri in tutto il sistema scolastico italiano. Il dibattito culturale, di conseguenza si va focalizzando sull'interculturalismo. Si cercano nuove forme di rispetto e di tutela dei modelli culturali presenti sul territorio. Si vuol creare una società che faccia posto alle minoranze, in cui le diversità siano fonte di arricchimento reciproco: una società fondata sul riconoscimento delle differenze, sull'apertura ai diversi insiemi culturali e sull'accettazione del cambiamento.
1 Ma nella Comunità Europea l'obiettivo di assicurare le pari opportunità non è ancora stato raggiunto. Negli Stati con un sistema d'istruzione selettivo, gli studenti immigrati tendono ad essere sottorappresentati nei vari gradi di scuola, tendono ad essere orientati verso i corsi d'istruzione meno qualificati, finiscono prima gli studi ottenendo risultati inferiori negli esami finali. Ciò implica un'urgente qualifica degli insegnanti e l'elaborazione di nuovi programmi educativi che facciano della diversità un motivo d'unione creativa.
Questi interventi eviteranno i rischi della omogeneizzazione e dell'assimilazione della cultura del luogo da parte di alunni stranieri: rischio reale quando non si danno gli strumenti per la preservazione della cultura d'origine.
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