Una analisi seppur superficiale di quello che oggi possiamo tranquillamente definire come "problema immigrazione" che voglia dare, attraverso uno sguardo di insieme, la percezione dello sfondo da cui emerge la figura che in questa sede più ci interessa, ossia la multietnicità nella scuola, non può sicuramente non focalizzare la posizione assunta dallo Stato, dei suoi interventi diretti a inquadrare il problema immigrazione, gestirne l'andamento, controllarne il flusso, organizzare il trattamento degli stranieri sulla base dei loro diritti, ma anche su quella dei loro doveri che immancabilmente essi acquistano risiedendo nello Stato che li accoglie.

Una delle principali vie d'intervento, che ha lo scopo di controllare il numero di immigrati presenti in Italia, è rappresentato dal calcolo che ogni anno viene fatto dagli organi statali competenti, del numero massimo di stranieri extracomunitari che, per quel determinato anno, possono entrare nel Paese.
A questo numero è dato il nome di " flusso immigratorio". Esso viene determinato sulla base di un'analisi fatta analizzando alcune importanti variabili, come le offerte di lavoro presenti per quell'anno sul territorio italiano; ancora, in base agli accordi presi tra l'Italia e i Paesi da cui provengono degli immigrati, ecc.
Nel nostro Stato, chi non appartiene a uno dei Paesi comunitari deve avere, oltre al passaporto, il visto di ingresso per potervi entrare. Dopo questo, tutti gli stranieri devono, entro dieci giorni, richiedere il permesso di soggiorno; tale permesso consente di circolare liberamente in tutto il territorio nazionale e ha una durata che varia dai tre mesi ai due anni, a seconda del motivo per cui lo si richiede; prima che esso scada è necessario rinnovarlo ovviamente se s'intende soggiornarci ancora.
L'extracomunitario, che vive regolarmente in Italia da almeno cinque anni e ha un permesso di soggiorno che consente più rinnovi, può richiedere la carta di soggiorno che consente un soggiorno a tempo indeterminato. Un altro modo di ottenere tale documento è quello di essere sposato con chi ne è già in possesso.
Tutti gli stranieri residenti in Italia hanno dei diritti ossia: diritto alla salute, se iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Diritto allo studio: tutti i bambini che siano essi regolari o irregolari e abbiano un'età compresa non superiore ai 15 anni, hanno diritto all'istruzione, ad accedere ai servizi educativi e a partecipare alla vita della comunità scolastica .
1 L'iscrizione alla scuola può essere fatta in qualsiasi momento dell'anno scolastico e in essa si deve tener conto del curriculum scolastico dello straniero e degli eventuali titoli di studio in suo possesso.
Diritto alla difesa: a i cittadini stranieri sono garantiti i medesimi diritti alla difesa di cui godono tutti i cittadini italiani; hanno dunque diritto a un gratuito patrocinio, se indagati o imputati e non sono in grado di pagarsi un avvocato. E se non ne scelgono uno, hanno diritto a un avvocato d'ufficio.
Diritto all'unità familiare: il ricongiungimento familiare può essere richiesto da chi è in possesso di una carta di soggiorno o di un permesso della durata di almeno un anno.