La parola alle statistiche


     Fra i dati statistici analizzati, di particolare importanza sono stati quelli presenti sul sito internet della Caritas,1 che hanno permesso di osservare, come ad esempio l'Italia, nella prospettiva europea, si posiziona con una percentuale minima di presenze straniere.
     Ai primi posti abbiamo la Germania (39,6% del totale), la Francia (19,9%) e il Regno Unito (10%) che totalizzano i due terzi del totale della presenza straniera in Europa. L'Italia e il Belgio hanno non più del 5% di presenze sul totale e infine vi sono l'Austria e i Paesi Bassi con il 4%.
     L'Italia e l'Austria, sono fra i primi Paesi che hanno un'elevata percentuale di componenti stranieri provenienti da stati terzi (80,7%).

Unione Europea : popolazione straniera (1995)
FONTE: Elaborazioni Caritas

     

 

 

 

 

 

 

Oltre al sito della Caritas, un altro link molto utile per accedere ai dati statistici varati dal Ministero dell'Interno è quello dell'ISMU, "Istituto per lo Studio della Multietnicità", nato nella primavera del 1991 con il compito di promuovere attività d'intervento e di studio in ambito immigratorio.
     I dati reperiti attraverso l'ISMU riguardano i permessi di soggiorno rilasciati, divisi per provincia e per sesso entro il dicembre'98.
     I soggiornanti stranieri in Italia risultano essere 1.033.235 di cui 891.416 extracomunitari; le regioni in cui maggiormente si concentrano sono la Lombardia e il Lazio; la Sardegna si caratterizza con un totale di 10.083 presenze, di cui il 40% nella provincia di Cagliari.

Permessi di soggiorno rilasciati a cittadini stranieri per provincia al 31/12/1998

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ISMU

     A differenza degli anni '70 e '80 in cui prevalevano gli arrivi individuali, sia maschili che femminili, durante gli anni '90 sono aumentati notevolmente i ricongiungimenti familiari, molte donne sono arrivate in Italia, per raggiungere il marito (34,1%) accompagnate dai figli.
     Nell'aprile 1998 gli stranieri soggiornanti con prole, risultano essere circa 148.054, da qui si può dedurre che anche il numero dei minori si aggiri intorno a questa cifra.
     Possiamo affermare che questi ultimi dati rappresentano il risultato di una progressiva stabilizzazione dei flussi migratori nel nostro Paese. Nel confronto con i dati forniti dal CENSIS nell'aprile 1999, è possibile osservare come la popolazione straniera sia aumentata da un numero di 1.033.235 del 1998 alla cifra di 1.042.000 e che la maggiore concentrazione si registra ancora nelle grandi metropoli di Roma e Milano che, da sole, raccolgono il 30% degli stranieri, mentre più della metà degli immigrati (52,6 %) si concentra in 10 province: Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Brescia, Vicenza e Verona.
      Analizziamo ora un'altra tabella che ci fornisce la distribuzione degli stranieri per area di provenienza:
Composizione della popolazione straniera

 

 

 

FONTE: Elaborazioni Caritas Roma

     Secondo i dati si può evidenziare che la popolazione straniera è composta maggiormente da europei, l'Asia ha mantenuto la stessa percentuale e l'Africa e l'America hanno perso qualche punto. Analizzando le aree più rilevanti di ogni continente, si nota che i Paesi dell'Est europeo raggiungono quasi un quarto del totale delle migrazioni europee. L'altra zona in crescita è l'Estremo Oriente, mentre il Nord Africa e l'America Latina rimangono invariati.
      Esaminando dettagliatamente quali sono, nello specifico, le nazionalità di provenienza degli immigrati in Italia, si nota che la gamma è molto ampia. Essa è composta da venti nazionalità, tra le quali sono compresi alcuni Paesi comunitari (Germania, Francia, Gran Bretagna) e le altre nazionalità si suddividono fra Paesi dell'Africa (Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto), dell'Europa (Albania, Jugoslavia, Romania, Polonia, Croazia), dell'Asia (Filippine, Cina, Sri Lanka, India) e America (USA, Perù, Brasile).
     Suddividendo le provenienze per aree di sviluppo si nota che il 21,6% proviene da Paesi a sviluppo avanzato, mentre il 78,4% da Paesi in via di sviluppo: questi ultimi hanno aumentato la loro presenza, mentre quella dei Paesi avanzati è diminuita leggermente.



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  1. www.caritas.it