Pregiudizio etnico


     L'attualità e i fatti di cronaca, che riportano continuamente notizie su comportamenti di razzismo, di discriminazione e violenza, richiamano ogni giorno la consapevolezza che il pregiudizio non è scomparso nel nostro e negli altri paesi. Il nostro paese si trova in una fase difficile e delicata e la presenza relativamente recente di diversi gruppi etnici può far sperare di riuscire ad evitare il sorgere di immagini negative, di stereotipi pesanti che influiscono sulle relazioni e sull'inserimento degli immigrati. 1
     Il pregiudizio può essere definito come una rappresentazione, che trova la sua origine in un'opinione precostruita, generalmente sfavorevole, di un oggetto sociale dell'esperienza.2Va in stretta relazione con gli stereotipi, che vengono usati per categorizzare gli individui in determinati tipi di persone. Operazione che consente di poter inquadrare subito un individuo sconosciuto, facendolo rientrare, in base ai tratti caratteristici da esso posseduti e da noi percepiti magari più importanti di altri, in una sfera di persona tipica di cui conosciamo il comportamento abituale; procedura questa che ci consente di prevedere il modo in cui il soggetto si comporterà. L'abilità nel riconoscere correttamente le caratteristiche del gruppo al quale una persona appartiene, facilità enormemente il processo di formazione delle impressioni.3 Sembra che gli stereotipi più comuni, abbiano a che fare con fattori etnici e razziali, ed essi siano spesso associati a forti pregiudizi, che rendono difficile la formazione di giudizi oggettivi sulle persone.
     Nonostante anche gli stereotipi portino a errori nella percezione delle persone, sembra che il ruolo primario sia comunque giocato dai pregiudizi, i quali comunque si caratterizzano sempre in un giudizio negativo su un altro gruppo o individuo o stereotipo di persona. In una sua identificazione più schematica l'origine del giudizio negativo può essere determinata da:
     Il pregiudizio è caratterizzato da una dimensione cognitiva e da una dimensione emotiva. Nella prima dimensione, esso viene considerato come nozione elaborata dall'esperienza storica del gruppo di appartenenza e trasmesso ai soggetti del gruppo come patrimonio conoscitivo senza averlo esperito. In tal senso sono strumenti interpretativi della realtà sociale e naturale, sono una risposta collettiva tesa a soddisfare bisogni comuni. Inoltre esso ha una forte valenza emotiva, che serve per determinare l'identità di gruppo e il senso di appartenenza. I pregiudizi, come rappresentazioni sociali, hanno avuto il compito di far apparire naturale e con un senso l'organizzazione sociale e i ruoli ad essa funzionali: in tal modo sono divenuti strumenti di coesione sociale, legittimazione del potere e mantenimento dello status quo. 5
     Analizzando le diverse spiegazione date sul pregiudizi, si può osservare come ci sia un elemento fondamentale in comune: l'altro, il diverso fa paura, è una minaccia. Vediamole di seguito:
     Secondo l'Analisi Psicodinamica*, , a livello individuale, il pregiudizio si forma a seguito di un'azione di meccanismi intrapsichici di difesa dell'Io. Il "diverso" da noi, sembra diventare l'elemento in cui si identificano le pulsioni incoerenti con l'immagine del proprio Sé personale, identificate, da un'educazione troppo rigida e repressiva come cattive e disturbanti.
     L'Analisi Psicosociale, indubbiamente allarga l'orizzonte ristretto che la Psicodinamica ci presenta del pregiudizio, il quale ovviamente non può derivare esclusivamente dall'associazione di diverse persone portatrici di esso. Secondo tale riferimento teorico, ogni individuo, nel corso della propria esistenza, sperimenta due bisogni fondamentali: affermazione dell'identità personale; sentimento di appartenenza. Il primo bisogno viene soddisfatto crescendo, percependosi come persona unica e diversa. Il secondo bisogno,"far parte di", è soddisfatto dall'appartenenza a un gruppo con connotazioni altamente positive e altamente coeso. Il gruppo identifica un Noi che per rimanere tale, deve evitare conflitti e aggressività interne, le quali, vengono spostate verso un oggetto esterno, ossia un gruppo esterno, che assume le funzioni di "capro espiatorio".
     L'Analisi Sistemica vede il confronto con le diversità, come un imput che spinge al cambiamento. Tale imput porta una variazione dell'equilibrio interno del sistema* che è salvaguardato dall'omeostasi, ossia dalla tendenza a mantenere il sistema sempre equilibrato. La conseguenza è un irrigidimento, una posizione di salvaguardia dell'integrità. Che fa percepire negativamente l'input esterno che viene attaccato. 6
     Allport, nel suo libro "La natura del pregiudizio", ha elencato una serie di situazioni nelle quali è più facile che esso si sviluppi:
     E' importante quindi che anche da parte degli insegnanti ed educatori, ci sia una certa sensibilizzazione e capacità nel trasmettere i valori di pace e rispetto dell'altro, per costruire una società il più aperta e consapevole possibile delle differenze, per fare in modo che il confronto si superi con il dialogo e non con la forza.


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  1. Favaro G.-Colombo T.,'93,96
  2. G.Gulotta, La scienza della vita quotidiana, Giuffrè
  3. Joseph P. Forgas Comportamento interpersonale, Armando
  4. G.Gulotta, La scienza della vita quotidiana, Giuffrè
  5. Delle Donne M.,'93
  6. G.Gulotta, La scienza della vita quotidiana, Giuffrè