Problematiche oggettive d'integrazione
Con il termine problematiche oggettive, si vuole definire, l'insieme dei fattori che essendo indipendenti dalle caratteristiche soggettive dell'alunno straniero e determinati proprio dalla condizione in cui esso si trova, cioè quella di immigrato, influenzano l'integrazione scolastica.
All'interno di questa tipologia rientrano: la provenienza geografica; la condizione socio-economica; l'età; il genere; il numero; l'appartenenza religiosa.
La provenienza geografica influisce notevolmente sulle risposte da parte di compagni di scuola, docenti e genitori. Le somiglianze che possono essere rilevate, in termini di comportamenti relazionali e valoriali, favoriscono la percezione di una certa vicinanza culturale che influenza positivamente le relazioni. Un altro fattore è ancora presente nella differenza riscontrata in termini di relazione, infatti sembra che la provenienza geografica, caratterizzi una maggiore o minore facilità di comunicazione e di relazione interpersonale. Ovviamente il tutto è legato alla cultura, ai valori, alle abitudini di vita, alla percezione dei ruoli, che vengono acquisiti. Cinesi Indiani e Asiatici, sembrano essere le etnie maggiormente "portate" all'integrazione. 1
La condizione socio-economica è un altro elemento, esso interviene nel tipo di relazione che si viene a instaurare al di fuori delle mura scolastiche. In classe si fa un discorso in termini di attività didattica, la ricchezza personale ossia economica non influenza, invece è determinante, anzi diviene proprio un ostacolo nel momento in cui nascono le prime amicizie. Si pensi ad esempio, come siano molto più frequenti le visite pomeridiane fra compagni di scuola, dove l'alunno immigrato va a casa dell'autoctono. Questo perché magari chi è appena "approdato" in Italia ha problemi di casa, non ha ancora una dimora stabile o indipendente. Queste condizioni hanno sicuramente ripercussioni a livello psicologico sviluppando sensi di inferiorità, agendo quindi sull'autostima e la sicurezza personale del bambino. 2
Essere piccoli comunque è in maniera indiscutibile un vantaggio sul piano integrativo. Un bambino che parte dalla scuola materna, incontra molte meno difficoltà ad inserirsi nella nuova società, il tutto chiaramente legato al fatto, che quando è partito dalla sua terra natale era ancora troppo piccolo per poter aver appreso tutto, della sua cultura. Ma come abbiamo visto nel capitolo precedente, le presenze maggiori si registrano alle elementari, dove il più delle volte i bambini stranieri si trovano inseriti in classi, normalmente frequentate da compagni più piccoli di lui.
Chiaramente la gestione di queste problematiche è tanto più semplice quanto minore è il numero degli alunni stranieri presenti in una classe. Molti docenti dichiarano che mentre riescono a gestire decentemente due presenze straniere, tre determinano già una situazione limite.3 Il problema maggiore è ancora una volta dato dalla scarsa o assente conoscenza della lingua italiana. Dove chiaramente tale problema della lingua non è influente, come nelle scuole materne, il numero limite di alunni stranieri è più elastico.
Sembra che le differenze di sesso non influiscano in nessun modo, se non quando sono legate a credo religiosi. Risulta che bambini maschi di religione Musulmana, trovino difficoltà nell'accettare l'autorità femminile della maestra, mentre le bambine hanno difficoltà a percepirsi attive, presenti insomma alla pari con i maschi. 4
- Direzione Generale per l'Istruzione Elementare; Servizio per l'Automazione Informatica e l'Innovazione Tecnologica
- Ibidem
- Ibidem
- Ibidem