Comunemente indica
le manifestazioni di intolleranza conseguenti molte volte a pregiudizi razziali ed etnici.
Nel XVIII secolo il termine "razza" venne usato per classificare gli esseri umani dal punto di vista biologico e psicologico. In base alla differenza dei tratti somatici e del colore della pelle, si affermava che i popoli sottomessi appartenevano a razze inferiori, per quanto riguardava le loro facoltà mentali e le loro qualità sociali o morali.
Ciò che caratterizza il razzismo è la determinazione di reali o supposte caratteristiche negative, ad un gruppo particolare.
Si distingue dalla xenofobia, anche se ne è collegato, poiché essa indica la disposizione di una persona ad avere paura di altre persone o gruppi di persone percepiti come stranieri.
Le insicurezze e le crisi derivanti dall'immigrazione risultano legate al razzismo.
Tre tipologie di razzismo sono più rilevanti:
- razzismo addizionale: atteggiamento offensivo e/o discriminatorio che nasce dall'addizione tra un'identificazione fisica, etnica o culturale ed un fattore di allarme o minaccia sociale, alimentato da sentimenti di angoscia collettiva;
- razzismo concorrenziale: atteggiamento che nasce dal controllo simbolico e materiale del territorio e delle sue risorse. Questo modello è caratterizzato dalla competizione per risorse scarse privilegiando le motivazioni economiche;
- razzismo culturale: atteggiamento che nasce dalla difesa della propria cultura, delle proprie tradizioni, del proprio stile di vita e del proprio sistema di valori e dal rifiuto o dalla svalutazione di quelli altrui. 3
Questi tre tipi di razzismo raramente si presentano singolarmente, ma quasi sempre sovrapposti e combinati. Ciò che fa scattare tale atteggiamento è la percezione della caduta del controllo esterno, in seguito ai problemi legati al confronto esterno e alla paura della perdita dell'identità.
4 Secondo un punto di vista psicologico sul razzismo, il fatto di essere coinvolti nelle immigrazioni extracomunitarie, fa percepire la diversità culturale come una minaccia o un attacco alla nostra identità culturale, un pericolo di contaminazione dei valori, delle norme e delle abitudini.
Perciò si attribuiscono valenze negative agli stranieri, con la conseguente formazione dei pregiudizi che giustificano il rifiuto, la discriminazione, l'aggressione.
Per prevenire la formazione del pregiudizio occorre:
- Educare ed aiutare le persone a riconoscere ed accettare la proprio ambivalenza come componente normale della personalità;
- Sviluppare la capacità di critica e autocritica personale: l'autonomia del giudizio può ridurre l'adeguamento conformistico passivo alle opinioni pregiudiziali del gruppo;
- Favorire le occasioni di contatto e conoscenza diretta con i diversi: l'esperienza diretta personale può favorire la percezione dell'altro come persona prima che come appartenente ad una categoria.
- Moltiplicare le occasioni di partecipazione a gruppi diversificati.6