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SERVIZIO CIVILE |
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Perchè la politica e i media non danno pari rilievo alle guerre che interessano l'umanità? Perchè si concentra la propria attenzione su alcuni fatti trascurandone palesemente altri? E’ segno di democrazia, di professionalità e di libera informazione che nel 2004 la guerra in Iraq e la lotta contro il terrorismo abbiano impegnato la politica e l'informazione mentre catastrofi umanitarie si consumavano "in silenzio" in altre parti del nostro pianeta (come nel Darfur)? Si deve dedurre che ancora oggi l'informazione è assoggettata alla politica in una condizione operativa illiberale e in una relazione che sa di democrazia calpestata? Al di là dell’oggettività dell'informazione siamo di fronte alla scelta stessa delle notizie cui dare spazio e da propinare in modo martellante? E con quale obiettivo? Una informazione di tale genere è indice di viltà e di asservimento. é una informazione che non costruisce e ravviva la democrazia ma ammorba le coscienze ed è figlia dei privilegi. La politica non può dare legittimità a tale informazione. Di fronte a tale situazione occorre in tutti noi una capacità di critica e l'impegno a pretendere un'informazione distaccata e completa. Oggi l'informazione
viene propinata da un numero sconsiderato di opinionisti che non valorizzano la
nostra capacità di critica ma spingono le coscienze all'appiattimento
(lavaggio cerebrale). E ciò è tanto più grave se si pensa che non sono più
i fatti a generare le notizie ma sono piuttosto queste ultime a creare i
fatti e a determinarne l’esistenza. In questo contesto, una guerra o una crisi umanitaria vengono nascoste quando tale informazione le considera non interessanti o politicamente inopportune. Così facendo, tenendo le telecamere spente, tali guerre non esistono. Chi per giustificare tale situazione afferma (in buona fede) che la scelta e’ orientata dal consumatore si sbaglia! Sembrerebbe che sia il pubblico ad orientare la scelta delle notizie da mettere in primo piano ma non e’ così. Qualunque siano le ragioni che determinano questa scelta – siano esse politiche, ideologiche o economiche - ciò che e’ certo e’ che questo silenzio ha delle pesanti ripercussioni su queste stesse crisi. Non da ultimo, esso finisce per compromettere la capacità delle organizzazioni di effettuare interventi umanitari e giustifica la disattenzione della politica. (PS) |
| LA PACE NEL MONDO Come puoi non cercare la pace, se anche un fiore ti parla di pace. Come puoi non volere che pace se l'amore è fatto di pace. Un sorriso, un bambino e la luna, tutto quanto ti parla di pace. Nel mio cuore, nel tuo, nel suo, sta scolpito: "Vogliamo la pace". I miei occhi, i tuoi, i suoi, imploran: "Vogliamo la pace". Anche il vento che soffia leggero, sta chiedendo che vuole la pace. E lassù in quel campo ch'è Santo, una voce si alza soave,anche i morti in coro solenne stan cantando: "Vogliamo la pace". Io, tu, loro, tutti insieme vogliamo la pace.Se qualcuno poi proprio l'ignora non conosce che cos'è la pace. Ma se pace vogliamo trovare a vicenda capirci dobbiamo.E capirci significa amarci ed amarci significa pace. Anche il tempo che scorre veloce ci sussurra che pace egli vuole.E l'uccello che triste svolazza tutto trova, ma tranne che pace. Anche gli Angeli un giorno lo dissero: "Pace agli uomini di buona volontà".Dall'agnello che bela sperduto, alla pietra che dura colpisce, dal cielo, alla terra, al mare, pace, pace imploriamo.Nelle chiese e scuole e ospedali, pace, pace imploriamo. E dal cuore, dal cuor del mio cuore tanta pace imploro per me. |
| ANNA MATERA |
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