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COCAINA

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è la droga più dannosa per il cervello: danneggia irreparabilmente le sinapsi e i neuroni mettendo il soggetto a rischio di demenza (può provocare ictus cerebrale, convulsioni ed emicranie);

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le sue impurità vengono introdotte direttamente nel flusso sanguigno provocando setticemie ed altre infezioni;

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essendo un potente vasocostrittore, può causare complicazioni cardiovascolari: infarti, arresti cardiaci, aumento della pressione arteriosa; accelerazione della frequenza cardiaca;

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può causare aumento della temperatura corporea, edemi polmonari e problemi respiratori;

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le iniezioni lasciano le tracce di punture o "tracks" (solitamente negli avambracci) e danneggiano le vene provocando trombosi ed ascessi;

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sono possibili reazioni allergiche, anche mortali, alla droga o ad alcune delle componenti che si aggregano alla cocaina nel taglio;

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lo scambio di siringhe può trasmettere malattie infettive, come quella del virus HIV o dell’AIDS, e l’epatite B e C.


L’insieme di questi fattori collaterali rendono la cocaina molto pericolosa in soggetti sofferenti di epilessia, ipertensione, astenia, asma e turbe psichiche.

Dal punto di vista sessuale, la cocaina, pur essendo un forte stimolante, riduce la sensibilità rendendo quindi difficile l’eiaculazione. A dosi eccessive, la cocaina può condurre all’impotenza.


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Effetti a breve termine dell'abuso di cocaina.

Gli effetti della cocaina si presentano quasi immediatamente dopo il suo utilizzo e spariscono nel giro di minuti od ore.

Generalmente quelli che usano la cocaina in piccole quantità, fino a 100 mg., si sentono euforici, energici, ciarlieri e più vigili mentalmente, particolarmente in relazione alle sensazioni della vista, dell'udito e del tatto.

Ancora, la cocaina può diminuire il bisogno di dormire e causa perdita d’appetito e calo del peso.

Alcuni ritengono che l'uso della droga li aiuti a realizzare alcuni compiti fisici ed intellettuali in maniera più rapida; tuttavia, ad altri causa l'effetto opposto.

Gli assuntori possono sperimentare tremori, vertigini, spasmi muscolari, paranoia e, se la dose è eccessiva, una reazione tossica molto simile all'avvelenamento per amfetamina.

Le morti causate dalla cocaina normalmente dipendono da arresto cardiaco o convulsioni seguite da arresto respiratorio. In alcune rare occasioni, la morte istantanea può avvenire quando la cocaina si usa per la prima volta.


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Effetti a lungo termine dell'abuso di cocaina.

L'assuefazione e l'abuso della cocaina provocano cambiamenti biologici nel cervello che coinvolgono anche gli aspetti sociali, familiari ed ambientali.

La cocaina può causare, a chi ne fa uso ripetutamente ed in dosi crescenti,  irritabilità, inquietudine e stato d’ansia.

L’utilizzo in forti quantità può portare anche a episodi di psicosi paranoide in cui si perde il senso della realtà; si hanno allucinazioni uditive e un comportamento più stravagante, trasgressivo e violento.


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Complicazioni da associazione di cocaina con alcool.

Esiste potenzialmente un'interazione pericolosa tra la cocaina e l'alcool. Quando si usano congiuntamente, l'organismo li trasforma in etilene di cocaina. L'effetto dell'etilene di cocaina nel cervello è più lungo e più tossico che quando si usa da sola la droga.
È possibile che molte delle morti causate dalle droghe siano dovute ad una combinazione di cocaina e alcool.


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Effetti collaterali da uso di cocaina nelle gravide?

Non si conoscono totalmente le conseguenze che l’uso di sostanze stupefacenti in gravidanza può avere sui feti.
Esse possono variare ad esempio con:

- la quantità e il numero di droghe usati dalla madre;
- la mancanza di attenzione prenatale;
- lo stile di vita della madre;
- lo stato socioeconomico;
- la malnutrizione della madre;
- la possibile esposizione a malattie a trasmissione sessuale.

I bambini di madri che usano la cocaina durante la gravidanza nascono prima del tempo, sotto peso, con teste di circonferenza minore ed un volume più piccolo.


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Causa dipendenza?

Una volta che un individuo prova la cocaina gli è molto difficile predire o controllare in che modo continuerà ad usarla. La cocaina comporta un grande rischio di tolleranza. Un consumatore abituale, per ottenere l’effetto delle prime assunzioni, necessita una dose dieci volte superiore a quelle iniziali.

Si crede che gli effetti d’assuefazione e stimolanti della cocaina siano principalmente il risultato della sua abilità di inibire il riassorbimento della dopamina da parte delle cellule nervose. Il cervello emette la dopamina come un sistema di gratificazione, e la stessa è direttamente o indirettamente in relazione alla capacità di indurre dipendenza di tutte le principali sostanze d’abuso.

Con l’uso costante di cocaina, soprattutto se endovenoso, aumentano le probabilità di dipendenza fisica alla sostanza, mentre il rischio di dipendenza psicologica è in ogni caso molto alto.
Un’overdose di cocaina è possibile a seconda della quantità e della modalità di assunzione: l’iniezione endovenosa aumenta la possibilità di overdose.

La cocaina, a causa dei suoi effetti collaterali, può essere fatale indipendentemente dalla dose assunta. Nel tempo, alcuni soggetti sviluppano un’alta sensibilità agli effetti anestetici e convulsivi della cocaina, tanto da provocarne il decesso in seguito all’assunzione di dosi relativamente esigue.


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Uso della cocaina in Italia e negli Stati Uniti.

In Italia la quantità di cocaina sequestrata negli ultimi cinque anni è rimasta intorno ai 2,5 kg per anno. Tuttavia dal 1993 è la sostanza più sequestrata ma non è chiaro se ciò è dovuto ad un maggiore lavoro di polizia o ad una più alta domanda di cocaina ed un conseguente incremento del suo traffico.

Negli Stati Uniti, secondo il sondaggio del National Household Survey on Drug Abuse (NHSDA), nel 1997 hanno usato cocaina circa 1.5 milioni d’americani (lo 0.7% della popolazione dai 12 anni d’età in avanti).
Queste cifre non sono cambiate molto dal 1992, malgrado siano scese drammaticamente rispetto ai 5.7 milioni di tossicodipendenti (3% della popolazione) del 1985. Si stima che il numero di consumatori di cocaina cronici sia dell’ordine di 3,6 milioni.
Gli adulti da 18 a 25 anni (specialmente maschi) usano la cocaina più di ogni altro gruppo in termini d’età. Secondo uno studio della NHSDA, nel 1997 la proporzione dell'uso è di 1.4% tra gli afroamericani, 0.8% tra gli ispanici, e 0.6% tra gli anglosassoni.


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Crak


Cosa è il crack?

Il crak è un eccitante composto da cristalli bianchi di cocaina, ottenuti processando la cocaina con ammoniaca o bicarbonato di sodio ed acqua, e scaldandola per eliminare il cloridrato.

Il suo nome deriva dal rumore che fa quando viene bruciato.

Dopo avere fumato il crak l'assuntore prova euforia  in meno di dieci secondi associata a allucinazioni visive. La breve durata dei suoi effetti facilita la dipendenza fisica.


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Uso del crak in Italia e negli Stati Uniti.

Il “crack” non è ancora molto utilizzato in Italia anche se gli studi ESPAD e i dati del Ministero della Difesa mostrano che la cocaina è una delle sostanze il cui uso è in aumento.

Il “crack” e la cocaina continuano a rappresentare un problema grave negli Stati Uniti.
Il NHSDA ha stimato che il numero di utenti correnti di “crack” era di circa 604.000 nel 1997, senza variazione di rilievo dal 1988.
Nel 1998 il sondaggio “Monitoring the Future” (che annualmente analizza gli atteggiamenti degli adolescenti e l'uso di droghe), evidenzia un uso maggiore di “crack” rispetto al 1997 specie nei bambini dell’ottava classe. Tale cifra è la più alta dal 1991.
La percentuale d’alunni dell'ottava classe, che affermano di avere provato per lo meno il “crack” una volta nella vita, è aumentata da un 2.7% nel 1997 ad un 3.2% nel 1998.
Anche l'uso di “crack” durante l'anno precedente è aumentato leggermente in questo gruppo, malgrado non ci fossero cambiamenti nelle altre classi.
 

Il Drug Abuse Waming Network (DAWN) indica che l'accesso ai reparti di emergenza per problemi associati all’uso di “crack” è aumentato del 78% dal 1990 al 1994, e che è invariato dal 1994 al 1996 (152.433 per il 1996).

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