Questo è il tema trattato dal dott. P. Morandini, magistrato, Vicepresidente del Consiglio Regionale e Vicepresidente del M.P.V. nazionale.

E' intervenuto il 30 ottobre 2001 al Convegno svoltosi a San Bonifacio in occasione della 2° Giornata delle Associazioni e del Volontariato, promosso dall'Assessore alla Cultura di San Bonifacio e dal Centro Servizi di Verona.

Ospiti tutte le associazioni di volontariato e non della zona limitrofa.

Il dott. Morandini, come uomo politico ha così dichiarato: "Oggi senza il volontariato le istituzioni sarebbero davvero in difficoltà per cui debbono essere profondamente grate al Volontariato che non le deve sostituire, anche se spesso ciò accade per mancanza di mezzi, di personale e di finanze".

Allora ben venga il Volontariato che su molte frontiere sta svolgendo con grande dignità e umanità un ruolo di grande integrazione. I politici devono capire che senza il Volontariato ormai rischiano di non dare più esaurienti risposte alle domande di ordine materiale e morale della gente. L'Ente Pubblico, nei confronti del Volontariato che ha dimostrato sul campo di fare bene in svariate situazioni, dovrebbe mettere in atto il "Principio di sussidiarità" cioè di aiutarlo a lavorare in termini finanziari e, se necessario, assegnando spazi (ad esempio una sede). Infatti se l'Ente Pubblico dovesse realizzare con i suoi mezzi quello che queste realtà fanno, dovrebbe impiegare molte risorse finanziarie, ma anche offrirebbe un servizio meno tempestivo e per certi versi meno umano di quello del volontariato, con tutto il rispetto dovuto agli operatori pubblici.

E' difficile oggi trovare realtà, che si spendano gratuitamente per dare un'iniezione di umanità, come quella del Volontariato, perché quello che fa lo fa col cuore; altrimenti non sarebbe volontariato. Inoltre il Dott. Morandini ha aggiunto, come operatore pubblico, che nel Trentino laddove c'è stata la valorizzazione dell'intervento del Volontariato hanno risparmiato molti soldi. E' anacronistico pertanto non valorizzare in termini forti e reali questa grande risorsa che si ha davanti.

Ha continuato: "Il Volontariato diventa fonte di calore e tutti ne abbiamo estremamente bisogno oggi". Ha ringraziato quindi i volontari perché sono "vicini quotidianamente alla persona che non conta, o conta meno secondo il comune pensare della gente".

In questo senso il Volontariato è fonte di vita e lancia una sfida alla società, perché è ricco di valori umani e cristiani.

Infatti di fronte ad una mentalità che ci propone una vita all'insegna dell'egoismo, del tornaconto personale, del farsi gli affari propri, le Associazioni di Volontariato con i loro gesti dicono che è ancora possibile un modo di vivere che va in senso opposto: all'insegna della gratuità e della condivisione.

Il relatore è passato poi a considerare il volto del volontariato ed ha affermato che: "al volontariato è chiesto uno sguardo contemplativo ed il volto di una persona che sa vedere oltre l'aspetto esteriore del debole, del povero, di chi non si vede, e di comprendere che proprio lì c'é la vita grande di un uomo, la sua dignità da salvare".

E quindi ha rivolto un invito pressante a lasciarci interpellare tutti dall'uomo che soffre e aiutarlo.

E' vero: tutti siamo tendenzialmente egoisti, soltanto una continua e costante esperienza di volontariato è in grado di spalancare il nostro cuore all'accoglienza, questo è lo sguardo contemplativo. Perché ciò avvenga -dice il dott. Morandini - ci vogliono due condizioni: cuore e mente; l'uno senza l'altro è imperfetto, ma se si dovesse scegliere si deve scegliere il cuore. E' chiaro che oggi è importante essere competenti e professionali, però se manca il cuore non siamo più in servizio.

Spetta a noi volontari, dunque, contagiare, metterci dentro il cuore, perché la persona in difficoltà è contenta di sentire un cuore che batte, con tutti i difetti, piuttosto che un robot che dà la propria prestazione e basta.

Questa capacità di condivisione ci accompagni sempre nel quotidiano, diventi uno stile di vita.

Ha concluso poi spiegando perché fare volontariato: non solo perché la sofferenza umana sia fisica che interiore sta dilagando, ma perché l'uomo di oggi è sempre più solo, non sa più comunicare, ha bisogno di persone che lo ascoltino, per esprimere i suoi stati d'animo, le sue paure, gioie e speranze che ha dentro. Una delle più grandi risorse del volontariato sarà sempre di più "sapere ascoltare col cuore".

E per finire ha affermato poi che il volontariato diventa in questo modo una grande occasione di vita perché scopre il più grande tesoro del mondo: il Senso della vita, cioè perché qualcun'altro possa vivere un po' meglio.

Anche il Papa invita spesso a fare volontariato, lo fa perché sa benissimo che solamente dentro a questa esperienza di condivisione l'uomo trova risposta alla sua domanda: "Perché sono al mondo?"